martedì 4 ottobre 2011

Rosso neppure troppo relativo


Rieccoci! Signore e signori, questo blog ha appena partecipato ad un contest e non è stanco! Nossignori! Ecco, si rialza! Gli tremano le ginocchia, ma si rialza e avanza! Eeeee... inizia a correre! E va signori, va! Partecipa ad un secondo contest! :-D Lol, come sono scema.


Vabbè, cavolate a parte ho deciso di partecipare a Get an AID in the kitchen, del blog “La cucina di Barbara”. Il tema conduttore di questo secondo contest è il colore rosso: la ricetta può appartenere a una qualsiasi categoria, ma deve contenere un ingrediente rosso. In realtà non era mia intenzione dare un contributo, mi aveva solo incuriosita il fatto che fosse premiata anche l’originalità nell’utilizzo del suddetto colore. Ci avevo rimuginato su tornando a casa (qualcosa di rosso originaleee... peperoni? No! Fragole? No e non sono neppure di stagione :-D) e poi avevo archiviato. Ma la vita fa degli strani scherzi e la sera stessa mi sono imbattuta nel mio destino andando a correre col cicione a Basovizza. Mentre trottavo, infatti, ho avvistato una cosa rossa, mangereccia e decisamente originale: corniole! E basta, le corniole hanno iniziato ad assillarmi tanto che ho deciso che il giorno dopo sarei tornata a raccoglierle per un post :-) Ah, i casi della vita!

 


Il corniolo (Cornus mas) è un arbusto generalmente ignorato da tutti. Fateci caso: se dite “questa è una marmellata di corniole” tutti vi risponderanno “ma la corniola non è una pietra?” :-D Giusto ieri sera Giùf ha espresso ammirazione per il fatto che sapessi che – testuali parole – “quella è una roba che si raccoglie e si può mangiare”. In ogni caso potete ammirare un corniolo nelle foto di questo post: arriva a 5-8 m, ha foglie opposte con nervature molto evidenti e produce piccole drupe che vanno dal rosso quando sono ancora un po’ acerbe al nero vinoso a completa maturazione. Se le aprite potete notare che la parte legnosa assomiglia al nocciolo delle olive e se le assaggiate vi si allappa la bocca: infatti contengono grosse quantità di tannini, di cui abbiamo già parlato. ATTENZIONE: valgono le mie raccomandazioni fatte qui sulla raccolta di bacche sconosciute. Se non siete esperti e non conoscete nessuno che ve le sappia indicare lasciate perdere. Perché rischiare? Alla peggio, la marmellata la potete comprare!


Appurato cosa sono le corniole, sabato mattina ci siamo armati di secchiello e siamo tornati a Basovizza. Non pareva neppure il primo di ottobre, si stava benissimo, c’era un sole splendente e un venticello caldo che mi hanno ripagata del pessimo luglio di quest’anno. I prati sembravano luccicare e le foglie verdeggiavano più che mai contro il limpido azzurro del cielo. Raccogliere con questi presupposti è decisamente piacevole e così non ci siamo fatti fretta e pian piano abbiamo riempito il contenitore... avendo comunque cura di far avanzare tempo sufficiente per saltare sulle balle di fieno :-D il mio passatempo preferito! Ah, vorrei che fosse sempre estate. Raccolte le corniole, resta da decidere cosa farne. In realtà, il primo step è d’obbligo: era già da un po’ che volevo provare a farne marmellata di corniole. Con cui ho deciso di farcire una bella crostata rustica, che non ricordo più l’ultima volta che ne ho fatta una :-)
Quindi la ricetta che darò oggi è per una crostata alla marmellata di corniole con marmellata fatta in casa. Godi, popolo! :-DDD

Per la marmellata:
corniole (io ne avevo circa 1 kg)
zucchero
mezzo bicchiere di latte

Per la crostata:
110 g di burro
150 g di farina
50 g di maizena o fecola di patate
80 g di zucchero
1 uovo e 1 tuorlo
1 cucchiaino colmo di lievito per dolci
2 cucchiai di Marsala
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di zucchero di canna

Fare la marmellata.
Denocciolare con gran smaronamento ed estremo dolore tutte le corniole. Sì, lo so. Lo so. Io non sento più le unghie dei pollici. Ma qua se volete saltare questo passaggio si aprono ben quattro opzioni: macchiarsi del crimine di schiavitù infantile obbligando i figli (per chi ne ha) ad aiutare; cuocere con il nocciolo e poi passare al setaccio; provare a vedere se lo snocciolatore per olive funziona anche con le corniole oppure comprare la marmellata già fatta. Vi ho fornito valide alternative! In ogni caso, pesare la polpa e poi calcolare lo zucchero sapendo che per ogni chilo di frutta si devono usare 6 etti di zucchero. Mescolare frutta e zucchero e lasciar riposare per mezz’oretta. Iniziare a cuocere, portare ad ebollizione, schiumare e lasciar bollire per tre minuti sempre mescolando. Spegnere il fuoco, frullare una piccola parte (io lo faccio perché mi piace una consistenza mista, ma si può tranquillamente decidere di frullare tutto o non frullare nulla) e aggiungere il mezzo bicchiere di latte. Questo insolito passaggio, suggeritomi da mio padre, si fa per ridurre la percezione dei tannini nella marmellata: così questi si occupano di far precipitare le proteine del latte e non quelle della nostra saliva, per intenderci (non so perché la cottura faccia sparire quelli delle cotogne e non quelli delle corniole). Probabilmente funziona anche aggiungendo, chessò, albume, ma boh, non me la sentivo di provare :-). Tranquilli: non si avvertirà sapore di latte. A questo punto, ribollire per altri tre minuti e poi invasare ciò che non finirà nelle nostra crostata con le cautele di cui vi ho già parlato qui. Piccola considerazione sulla marmellata: resta comunque un po’ tannica, ma niente paura, perché nella crostata non si avverte e anzi contribuisce a renderla di gusto deciso. Solo, non consiglio di mangiarla sul pane, ha troppo carattere per questo. Riservatela per le crostate!


La crostata.
Far ammorbidire a temperatura ambiente il burro, poi impastarlo con la farina, la fecola, lo zucchero, l’uovo e il tuorlo, il lievito, il Marsala e un pizzico di sale. Non lasciar riposare: la frolla con il lievito va stesa all’istante! Lasciare da parte circa un quarto dell’impasto (lo useremo per fare la classica grata) e stendere il resto in uno stampo a cerniera di 22 cm di diametro bucherellando il fondo con i rebbi di una forchetta. Spalmare con un generoso strato di marmellata e ricoprire con la grata di pasta frolla. Infornare a 180°C per 30-35 minuti, poi spolverare la superficie con lo zucchero di canna e lasciar dorare sotto al grill. Lasciar intiepidire nel forno spento e servire.


Viene un dolce rustico, di carattere, in cui il sapore forte della marmellata non si perde nel gusto morbido e friabile della pasta frolla.

Con questa ricetta partecipo al contest Get an AID in the kitchen indetto da Cucina di Barbara.


2 commenti:

  1. CIao!
    le corniole?? :) questo si che è estremamente originale! io neppure sapevo dell'esistenza :)

    Complimenti davvero! Anche per il bel post che hai scritto e per il titolo che lascia supporre il tuo amore per la musica!
    Baci!

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  2. attenzione a quanto macchiano le corniole... questo frutto risveglia in me ricordi di bambina. Io e mio fratello su un prato a cogliere e mangiare. Il mio didietro rosso di corniole e l'urlo della mia mamma al ritorno a casa...

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