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lunedì 17 ottobre 2011

La vie en rose


Come mai una ricetta tutta in rosa? Bè, si dà il caso che Ottobre sia il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e che Gialla tra i fornelli abbia deciso di sensibilizzarci tutte (e tutti!!) con l’iniziativa Cucina in rosa. In pratica, non si tratta di un contest con premi o simili, ma di una raccolta di ricette con cui magari si farà un pdf. Iniziativa lodevole, e apprezzo molto anche il fatto che non ci siano né una gara né dei premi, perché su temi di questo tipo non è bello “lucrare” in nessun modo. Neppure, chessò, con la speranza di vincere un set di pentole in adamantio o un nuovissimo sbucciamirtilli cromato :-D. Due sono le regole: il colore predominante deve essere il rosa e la ricetta deve seguire il più possibile le raccomandazioni dietologiche che trovate qui. Tra l’altro, l’argomento è stato trattato anche da National Geographic di questo mese e il cancro alla mammella è, assieme a quello ai polmoni, una delle maggiori cause di decessi per cancro in Europa.

giovedì 13 ottobre 2011

Bollito misto non bollito


Di verdure. :-D lasciate che vi spieghi...
Mia mamma ha scoperto il vapore da qualche anno. Cioè, non è del tutto vero: ha sempre fatto le patate al vapore in pentola a pressione (per esempio), ma è da poco che possiede una bella pentola fatta proprio per cucinare al vapore, presa coi punti. La potete vedere nell’ultima foto, è praticamente fatta a due piani: nella parte inferiore bolle l’acqua, mentre la parte superiore è forata ed è lì che si mettono le verdure. È molto più pratica del cestello della pentola a pressione e molto capiente e da quando è in casa nostra vapore rules: patate al vapore, spinaci al vapore, asparagi al vapore, carciofini al vapore ecc ecc ecc... Il vantaggio della cottura a vapore è sostanzialmente la possibilità di cuocere come in acqua bollente, ma senza che la suddetta acqua tocchi il cibo, evitando così di lavare via molte sostanze utili e sane e preservando maggiormente i sapori. Bè, mica roba da poco!

domenica 24 luglio 2011

Della barbabietola non si butta via niente!!

 
Esatto, come per il maiale. Sorpresi? Io per prima.
Nell’orto dei miei le barbabietole compaiono ogni anno e danno sempre soddisfazione: diventano subito dei bugni enormi, viola e zuccherosi. Il loro colore acceso è dovuto non ad antocianine come pensavo io (sciocca ed immatura!), ma ad una classe di composti di natura diversa, le betalaine. Si tratta di pigmenti idrosolubili azotati generalmente distinguibili in betaxantine, di color giallo arancio (tipiche delle varietà più chiare) e betacianine, rosso-viola (Azeredo, 2009), di cui sicuramente le barbabietole dei miei sono piene zeppe. Le betalaine sono state osservate solo in alcune famiglie delle Cariophyllales, dove svolgono compiti simili a quelli delle antocianine. In effetti, pare che i due gruppi di composti si escludano a vicenda: piante che producono betalaine non possiedono antocianine e viceversa (Strack et al., 2003; Han et al., 2009). Le loro funzioni sono numerose: attrazione di impollinatori e disseminatori, protezione delle cellule dallo stress ossidativo, protezione dai raggi UV, protezione dalle infezioni batteriche (Piattelli, 1981; Sepúlveda-Jiménez et al., 2004; Han et al., 2009). Le betalaine interessano anche l’uomo: i consumatori infatti tendono sempre più ad evitare alimenti con coloranti sintetici e l’industria alimentare si adegua sostituendoli con carotenoidi, antocianine e, appunto, betalaine (Azeredo, 2009). Inoltre, pare che la loro potente attività antiossidante sia utile anche a noi mammiferi: alcuni studi (vedere su Tesoriere et al., 2004) indicano infatti che le betalaine vengono assorbite a livello intestinale, anche se non è ancora ben chiaro che cinetica abbiano poi all’interno del corpo umano. Qua potrei andare avanti per ore, perché la chimica secondaria di piante, funghi e licheni mi affascina tantissimo (come alcuni di voi ben sanno), ma mi sono resa conto con orrore che ho cominciato a scaricare papers sull’argomento (tra cui uno interessantisssssimo sui pathway biochimici che portano alla loro formazione, Han et al., 2009) e ciò non è bene, fa decisamente nerd per un post di cucina!