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venerdì 25 novembre 2011

Carciofi 2.0, agnello e menta



Oh, sì, ancora carciofi. Non l’ho fatto apposta, è che mentre ero dal dentista (per cose incruente, non preoccupatevi) mia mamma è andata a far la spesa e poi è tornata con 5 bei fondi di carciofi... e passi questo, ma il fatto è che partiva dal presupposto “visto che belli? Mi tentavano, così li ho presi e TU ti farai venire in mente come usarli”. Lol!
Vabbè, a questo punto mi sono sentita libera di seguire il mio istinto e l’istinto in questione mi ha fatto notare che è da un bel po’ che avrei una gran voglia di agnello... voglia appropriata, dato che agnello e carciofi sono un classico. E dato anche che non c’è due senza tre, in questo abbinamento da manuale manca l’ultimo ingrediente: la menta.

martedì 9 agosto 2011

Lassù sulle montagne/ tra boschi e valli d’or!


Solo pochi post fa mi perdevo in considerazioni sull’effetto proustiano che certi ingredienti possono esercitare su di noi, di come riescano a far riaffiorare alla memoria un episodio o un’atmosfera del passato. Bè. Passando davanti alla vetrina di un fruttivendolo ho adocchiato una cassettina di cartone ricolma di galletti (o gialletti, o finferli: non il pennuto, il fungo!) che mi ha riportata, in una scena densa di pathos alla Ratatouille, dritta dritta fino a Ligosullo. Non serve evocare l’infanzia: confesso che ogniqualvolta ho l’occasione di passarci qualche giorno assieme a mio zio Dino una delle mie attività preferite è uscire di mattina con cestino e bastone, alla ricerca di funghi. Con buona pace del fatto che sono i maggiori accumulatori di radioattività del bosco. Mi piace vagare tra prati e sottobosco ignorando i sentieri una volta tanto, mi piace affondare gli scarponi nell’erba rugiadosa, mi piace scostare foglie e fronde con il bastone di legno istoriato e fare sempre nuove scoperte, mi piace la sensazione di trionfo che accompagna ogni ritrovamento fortunato. E più di tutto mi piace poi ammirare l’entità del bottino, bello al sicuro nell’abbraccio rassicurante dei vimini, poi curarlo bene e infine sentire lo sfrigolio profumato in una padella piena di olio, aglio e prezzemolo. Tra tutti i funghi del sottobosco poi ho una particolare predilezione per i galletti (Cantharellus cibarius), chissà mai perché. Ovvio, un bel porcino fresco fa sempre la sua... porca figura, ma vedere il giallo vivace e l’inconfondibile forma del galletto ha un fascino per me ineguagliabile e anche il suo odore è il più gradevole e caratteristico dei funghi.