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mercoledì 2 novembre 2011

Repetita juvant!



Eeeee indovinate il misterioso ingrediente di oggi??? :-DDDD E non vi prometto neppure che sarà l’ultima volta, contenti?
Il fatto è che ho troppa zucca che gira per casa. Mona, direte voi. In realtà no, perché non le ho comprate io, è tutta colpa degli scout. Chiariamo subito: non sono io quella dei due che va in giro a fare la giovane marmotta, è il mio moroso. Ebbene sì, UN difetto ce l’ha anche lui :-DD scherzo. Tra le varie attività scoutistiche di quest’anno, oltre alla buona azione estiva e in sostituzione della vendita di biscotti porta a porta, c’era l’allegra decorazione delle zucche di Halloween. Però i capi avevano convenuto che fa brutto intagliare delle grosse zucche e poi buttarle via... tutto quel cibo sprecato... così hanno deciso che gli avanzi sarebbero finiti sul desco di qualcuno, ovvero il mio. In realtà il cicione non è stato l’unico ad arraffare il bottino, ma di certo ne ha avuto la maggior parte e così colgo l’occasione per ringraziare gli sponsor di oggi, il IV reparto “Pegaso” dell’AMIS. Non sono poi così male dai, a parte il fatto che al campo fanno l’alzabandiera ogni mattina :-DDD e poi ci si chiede perché tanti film porno vengano ambientati nei campi scout :-DDDD

giovedì 22 settembre 2011

Cronaca di un insuccesso


Perché a volte è bello anche ridere degli insuccessi. A volte.
Ah, il gelato fatto in casa. Ho sempre avuto un debole, per il gelato fatto in casa. Mia mamma non lo faceva spesso, ma quando lo faceva (anzi, quando lo fa senza aspettare che io torni da Trieste, tzè) ci mettevi più tempo a rimpiangere di averlo finito che a mangiarlo. Oh, sempre e rigorosamente gelato alla frutta, “perché” - cito - “le creme hanno cose, uova, robe strane e non vengono mai”. Vabbè. Il gelato fatto in casa in realtà per me è legato più che altro all’infanzia, dopo è diventato un evento sempre più raro. Non c’è niente che faccia estate come il gelato e per me ancora di più, visto che la mamma lo faceva sempre e solo nella bella stagione (anche perché hai poche altre chances, se lo fai quasi sempre solo al melone, alla pesca o alla fragola). Quando mio fratello ed io avevamo sfranto i maroni a sufficienza (gelato, gelato gelatooo!!) la mamma tirava fuori la gelatiera storica. È un oggettino carinissimo, molto retrò, con una scritta (mi pare Gran Gelato, ma non sono sicura) tutta a svolazzi che fa molto 1800... e in effetti credo che sia di poco più giovane :-DDDD Appena accesa iniziava subito a fare un rumore basso, deciso e continuo, grengrengrengrengrengrengren, così, senza un’interruzione, un’esitazione o un intoppo. Continuava indisturbata e non dava fastidio a nessuno, forse perché sapevamo tutti che il rumore annunciava una bella scorpacciata! Ricordo anche che mi affascinava molto il gesto della mamma di aggiungere 3-4 manciate di sale grosso, mi chiedevo ogni volta come facesse poi il gelato a diventare dolce... lol! Inutile che mia mamma precisasse sempre che quello era per il ghiaccio :-S Una volta pronto, appena fatto, ricordo che il gusto era inimitabile: ricco, di consistenza morbida e con tutto il sapore della frutta appena frullata. Ti formava subito una pellicina di panna sul palato, ma chi è la persona arida e senza cuore che ci farebbe caso?