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sabato 21 gennaio 2012

Un pranzo molto radical-chic...


No, è che quando il cicione ha visto in mezzo alla tavola ciò di cui vi parlerò oggi ha esclamato “ma che radical-chic!!!” :-D lol! Tra l’altro, questa è diventata la sua esclamazione preferita ogni volta che c’è qualcosa di particolare da mangiare... cosa ho sbagliato con lui? :-DD
Devo essere sincera: non avevo mai sentito parlare di quinoa prima di iniziare a frequentare i vari blog di cucina (in particolare si vedano questo e questo). Non è un alimento comune e facile da reperire, almeno non qui, e neppure tanto conosciuto. Provate pure: uscite fuori di casa ora e chiedete al primo che passa “mi scusi, lei sa cos’è la quinoa?”. E poi ripetete l’esperimento un numero significativo di volte, ovvio! Sono pronta a scommettere poi che nella remota ipotesi di una risposta affermativa quella stessa persona direbbe di sì anche alla successiva fatidica domanda “lei è per caso celiaco?”.

venerdì 4 novembre 2011

Cibo da escursione



Forse la volta scorsa, miei fedeli 25 lettori, vi siete chiesti come mai tanto tempo tra una torta salata con crosta al basilico e un gelato di zucca. Bè, in realtà il post del gelato era già stato scritto prima che partissi per una brevissima vacanza a Ligosullo col mio cicione. Purtroppo, come ho già detto qualche tempo fa ogni bel gioco dura poco e quindi rieccomi qua. Sigh.

giovedì 15 settembre 2011

Ispirazione e afrodisiaci: dall’Oriente con furore!


A volte l’ispirazione viene così, un po’ a caso. A volte ti ricordi del costosissimo riso nero Venere che langue da un po’ in dispensa, ti viene voglia di quelle deliziose mozzarelline di bufala, hai sotto gli occhi della zucca e pensi che per essere originale fino in fondo ci vorrebbe proprio del salmone affumicato... che ne dite, è un’accozzaglia di cose abbastanza casuali per voi? :-D
Il riso Venere è un riso nero, ma non perché insaporito con nero di seppia. Nossignori, è così di natura: si tratta di una varietà particolare originaria della Cina che oggi, dopo una serie di incroci e selezioni, viene coltivata anche nella Pianura Padana. Il suo colore inusuale non è dovuto all’intero chicco, che è bianco, ma solo alla pigmentazione scura del pericarpo, ovvero la pellicina più esterna. Si tratta quindi di un riso integrale: la pellicina non viene rimossa e così il chicco rimane nero e conserva tutte le sue proprietà nutritive. Due piccioni con una fava! A me personalmente questo riso piace per il forte aroma, come di pane appena sfornato, che diffonde appena inizia a bollire e per il sapore intenso, per nulla banale.

mercoledì 31 agosto 2011

Serendipità e uova di quaglia


Qualche sera fa ho invitato Bruna a casa mia per cena. Mi ha portato una borsa di vestiti usati e uova di quaglia. Dove ho sbagliato con lei? :-DD
Ecco, tutto questo è molto Bruna. Tu pensi di averla solo invitata a cena e lei porta con sè una sorpresa, una nuova sfida. Molto serendipity (che se non sapete cosa vuol dire 1. non vi posso biasimare e 2. guardatevi questo film e poi per favore odiate come me la protagonista). Per farla breve, le avanzavano delle uova di quaglia che scadevano il giorno dopo e non poteva cucinarle e così ha pensato a me. Carino, no? :-) In cambio, le dedico questo post ;-)

giovedì 14 luglio 2011

Confessioni di una mente pericolosa


Non posso dire di aver sempre avuto la passione di cucinare. Da piccola ero ostinata: rifiutavo di imparare qualsiasi cosa che non mi venisse insegnato da un istruttore a mio parere adeguatamente qualificato, come una maestra o un allenatore (sì, sì, ero un piccolo mostro, non ho paura di ammetterlo) e quindi i tentativi di mia mamma di insegnarmi qualcosa in cucina sono sempre naufragati. Le uniche attività a cui mi dedicavo erano leccare ben bene le pentole sporche di besciamella o crema pasticciera, ripulire le fruste elettriche dai fiocchi di panna montata ed elemosinare piccoli pezzi dell’impasto crudo di pasta frolla: non si può dire che non fossi golosa!
Crescendo, il mio rapporto con la cucina è stato fieramente ostacolato dalle mie ferme convinzioni femministe (capitemi, avevo solo 12-13 anni :-D) e in particolare da un episodio piuttosto fastidioso causato da una mia professoressa di francese delle medie. La tapina aveva scatenato tutto il mio fastidio di ragazzina intransigente chiedendo alle sole femmine della classe quali fossero i piatti che più amavano cucinare... Ora, tutto questo mi era parso estremamente sessista e discriminatorio e quindi, in segno di protesta, arrivato il mio turno (dopo tutto un fiorire di crostate alla frutta, cioccolate in tazza e quant’altro) avevo dichiarato a testa alta “panino col formaggino!” scatenando l’ilarità della classe. Non che fosse vero: se mia mamma tardava da scuola mettevo su una pasta senza problemi, era solo una questione di principio!