Sì, scusate se mi faccio sentire con minor frequenza e spesso solo nel weekend, ma ho iniziato a prendermi una serie di impegni piuttosto gravosi e durante la settimana non faccio altro che correre come una matta su e giù per Trieste e poi anche tra Trieste e Udine. Che fatica.
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giovedì 26 gennaio 2012
martedì 27 settembre 2011
Lo strumento: la pentola a pressione
Premessa: io DETESTO la pentola a pressione. Non so esattamente perché. Probabilmente si tratta di un trauma dalle radici profonde, che risale ai tempi in cui da ragazzina mi veniva affidata la pentola dalla mamma con la raccomandazione “se la apri senza sfiatare esplode”, quelle cose che a me non mettono tensione. No. Il tutto condito dal fatto che non mi ricordavo mai quando bisognava abbassare la fiamma (che impedita!!), però sapevo che la mamma si irritava se per la centesima volta le chiedevo di scrivermi delle istruzioni e così rimanevo col dubbio di sbagliare e ogni tanto pure sbagliavo. Questo giusto così, per inquadrare meglio la situazione di disagio che si è creata tra me e la pentola. Non pensiate che la cosa per me sia indolore: questo strumento infatti permette di risparmiare energia ed emissioni di anidride carbonica (sta meno sul fuoco, quindi si consuma meno gas!) e voi sapete quanto io pensi che sia importante evitare sprechi all’ambiente. Però che volete farci, era più forte di me.
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