Come forse ricorderete, qui avevo già fatto capire quanto mi piacciano la montagna e i suoi frutti (in senso figurato, lo so bene che i funghi non sono frutti). Vi ho comunicato la mia passione per la raccolta dei funghi, ma c’è un’unica cosa che forse mi piace ancora di più: i mirtilli. Ho sempre adorato le piccole bacche blu, saporite, colorate e al contempo dolci e gradevolmente acidule. Ho anche sempre avuto la passione per la raccolta: potevo passare ore, fin da bambina, accovacciata a terra tra i cespugli a raccogliere, paziente, fino a che non avevo dita e labbra (ebbene sì, per uno che ne raccolgo 3 ne mangio) piene di macchie che sfumano gradevolmente dal blu a tutte le tonalità del viola. Portavo gli altri componenti della mia famiglia all’esaurimento, e ancora non ero stufa. Che poi, fateci caso, gli uomini in queste cose si smaronano sempre prima... non so, sarà un retaggio della preistoria, quando le donne raccoglievano bacche e radici, mentre loro tornavano tronfi alla caverna con un cinghiale e tre branzini appesi alle cinture. Sarà. Però mentre io torno a casa sempre con una vaschetta di mirtilli, mai visto un uomo della famiglia con un cinghiale scemito di mazzate al traino :-DDD
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mercoledì 24 agosto 2011
mercoledì 20 luglio 2011
Riduzione, riutilizzo, riciclaggio!
In questa dannata società del consumo buttiamo via senza remore la maggior parte delle cose che entrano nelle nostre case. Imballaggi di plastica, sacchetti di carta, vecchi vestiti, ma anche cibo scaduto, avanzi e cose che non sapremmo bene come riutilizzare.
Il riutilizzo, assieme alla riduzione dei rifiuti dovrebbero invece essere le colonne portanti del nostro comportamento in ogni campo, compresa la cucina, prima ancora del più famoso riciclaggio. Perché sprecare energia ed emettere anidride carbonica per smaltire o riprocessare qualcosa che potrebbe essere riutilizzata così com’è, oppure meglio ancora nemmeno prodotta?
Quindi, da brava personcina ecocompatibile, ogni volta che mi avanza qualcosa mi chiedo sempre come fare per non sprecarla e come riutilizzarla (anche perché la frase “non-si-gioca-col-cibo-sei-fortunata-ad-averne” ha caratterizzato la mia infanzia e ha marchiato a fuoco il mio inconscio con il concetto che buttare via il cibo è il MALE, è il vero primo peccato capitale, in confronto ira e lussuria sono bazzecole).
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